Olio per far crescere i capelli: quale funziona davvero?

Olio per far crescere i capelli: quale funziona davvero?

Un olio per far crescere i capelli più in fretta, per quanto ne sappiamo oggi, non esiste. Eppure chi cerca un olio per fare crescere i capelli trova promesse ovunque, dal ricino al rosmarino, e qualche differenza tra un olio e l’altro c’è davvero: uno solo è stato confrontato con un farmaco in uno studio sull’uomo, gli altri al massimo aiutano le lunghezze a non spezzarsi. La tabella riassume le prove disponibili.

Olio

Cosa promette

Cosa dicono gli studi

Rosmarino

Stimola i follicoli

Uno studio su 100 persone, risultato simile al minoxidil al 2 %

Menta piperita

Accelera la crescita

Solo studi sui topi

Ricino

Fa ricrescere i capelli

Nessuno studio sull’uomo

Cocco

Rinforza

Riduce la perdita di proteine, nessun dato sulla crescita

Argan

Nutre

Nessun dato sulla crescita

Oliva

Rinforza

Nessun dato sulla crescita

Batana

Fa crescere i capelli

Nessuno studio

Quali oli per far crescere i capelli funzionano? 7 oli a confronto

Gli oli sono ordinati dal più studiato al meno studiato. Nessuno è un trattamento: alcuni si usano sul cuoio capelluto, altri servono solo alla fibra.

Olio di rosmarino

Chi usa l’olio di rosmarino per far crescere i capelli ha dalla sua almeno un dato concreto. In uno studio pubblicato nel 2015, 100 persone con alopecia androgenetica hanno applicato per sei mesi olio di rosmarino oppure minoxidil al 2 %: alla fine il numero di capelli era aumentato in entrambi i gruppi, senza differenze significative tra i due. Il prurito al cuoio capelluto, invece, era più frequente con il minoxidil.

Il risultato è promettente, ma resta isolato. Il minoxidil usato era alla concentrazione più bassa in commercio, e un singolo studio va confermato da altre ricerche prima di poterlo considerare solido.

Olio essenziale di menta piperita

Gli articoli che lo consigliano citano spesso uno studio coreano del 2014. I ricercatori hanno applicato per quattro settimane una soluzione al 3 % di olio di menta sulla pelle di topi rasati, osservando più follicoli e una pelle più spessa rispetto agli altri gruppi, compreso quello trattato con minoxidil al 3 %.

Il ciclo del pelo nei topi è però molto diverso da quello del capello umano, e uno studio sull’uomo non è mai stato pubblicato. Il mentolo può anche irritare la pelle, quindi va usato sempre diluito.

L’olio di ricino serve per far crescere i capelli?

È l’olio più consigliato in rete e quello con meno prove. Non esiste nessuno studio clinico sull’uomo. L’unico appiglio scientifico è una simulazione al computer del 2015, secondo cui l’acido ricinoleico potrebbe bloccare un enzima che produce la prostaglandina D2, una molecola presente in quantità più alta nel cuoio capelluto calvo. Tra un calcolo al computer e un capello che ricresce mancano tutti i passaggi intermedi.

La sua densità ha anche un rovescio. In letteratura medica è descritto il caso di una persona con i capelli lunghi che, dopo averli trattati con olio di cocco e olio di ricino subito dopo il lavaggio, se li è ritrovati annodati in una massa compatta. In situazioni simili l’unica soluzione è di solito il taglio. Chi lo usa fa bene a diluirlo in un olio più fluido e a sciacquarlo con cura.

Olio di cocco

L’olio di cocco ha un merito documentato, ma non riguarda la crescita. Uno studio del 2003 ha mostrato che, applicato prima e dopo il lavaggio, riduce la perdita di proteine sia nei capelli sani sia in quelli danneggiati, più dell’olio di girasole e dell’olio minerale. Meno proteine perse vuol dire una fibra più resistente e meno punte spezzate. Sulla velocità con cui il capello esce dal follicolo, invece, non ci sono dati.

Olio di argan

Ammorbidisce, lucida e riduce il crespo, per questo compare in moltissimi prodotti per capelli. Non sono state pubblicate ricerche sul suo effetto sulla crescita. È una buona scelta per le lunghezze secche, meno per il cuoio capelluto.

Olio d’oliva

È l’olio della tradizione casalinga, dagli impacchi delle nonne alle maschere fai da te. Come l’argan, protegge le lunghezze ma non ha dati sulla crescita. Essendo pesante, sui capelli fini o grassi tende ad appesantire e va sciacquato bene, altrimenti lascia la chioma unta.

Olio di Batana

Negli ultimi anni è diventato famoso sui social come olio per la crescita, ma nessuno studio lo ha mai verificato. La sua caratteristica principale è la consistenza densa, adatta a capelli secchi, ricci o crespi che si spezzano facilmente. Cosa fa davvero, e per quali capelli, lo spiega la guida su a cosa serve l’olio di Batana.

Esiste un olio per far crescere i capelli velocemente?

No. La velocità di crescita dipende dal follicolo, non da ciò che si applica sulla fibra: in media un capello si allunga di circa un centimetro al mese, un po’ più rapidamente da giovani e più lentamente con l’età. Anche la lunghezza massima è scritta in buona parte nei geni, perché dipende da quanto dura la fase di crescita, detta anagen, che va in genere dai due ai sette anni.

Un olio può però evitare che quei centimetri vadano persi per strada. Se le punte si spezzano meno, la lunghezza guadagnata resta, ed è questo che molti scambiano per una crescita più veloce.

Olio per far crescere i capelli ricci e afro

I capelli ricci e afro crescono alla stessa velocità degli altri, ma si spezzano di più. Ogni curva della fibra è un punto debole. Il sebo prodotto dal cuoio capelluto, poi, fatica a scendere lungo un capello che si avvolge su sé stesso, così le lunghezze restano più secche. Il risultato è una chioma che sembra non crescere mai.

Su questi capelli gli oli densi, come cocco, batana o ricino diluito, servono a sigillare l’idratazione dopo il balsamo o un prodotto a base d’acqua. Contano però altrettanto i gesti: districare con le dita o con un pettine a denti larghi, limitare piastra e acconciature tirate, dormire su una federa di seta o di raso. Per la batana, quantità e frequenza sono indicate nella guida su come usare l’olio di Batana.

Qual è il miglior olio per far crescere i capelli?

Dipende da dove lo si vuole usare. Sul cuoio capelluto, l’unica opzione con un minimo di prove è l’olio essenziale di rosmarino, diluito e applicato con costanza per mesi. Sulle lunghezze, il miglior olio è quello adatto alla propria fibra: leggero come l’argan per i capelli fini, più ricco come cocco o batana per quelli spessi, ricci o molto secchi.

Nessuno dei due cambia la velocità di crescita, ma il secondo aiuta a non perdere lunghezza. Che olio usare, quindi, lo decide l’obiettivo e non la marca.

Come preparare un olio fatto in casa senza rischi

Gli oli essenziali come rosmarino e menta non vanno mai applicati puri: sono molto concentrati e possono irritare o sensibilizzare la pelle. Chi vuole preparare un olio per far crescere i capelli fatto in casa può partire da una regola semplice: aggiungere da 2 a 4 gocce di olio essenziale a 10 ml di olio vettore, come jojoba, mandorle o cocco, cioè una diluizione intorno all’1 o 2 %.

  • Mescolare in un flacone di vetro scuro e usare entro poche settimane.
  • Massaggiare qualche goccia sul cuoio capelluto, lasciare in posa almeno mezz’ora e poi lavare.
  • Prima del primo utilizzo fare un patch test, cioè una prova su una piccola zona di pelle, con la procedura descritta nell’articolo sulle controindicazioni dell’olio di Batana, valida per qualsiasi olio.

In gravidanza, durante l’allattamento e sui bambini è meglio non usare oli essenziali senza il parere del medico. Lo stesso vale per chi ha il cuoio capelluto irritato o con lesioni.

Quando l’olio non basta

Se i capelli non crescono perché cadono, un olio non può risolvere il problema. Negli uomini la causa più frequente è l’alopecia androgenetica, con stempiatura e diradamento sulla sommità; nelle donne la caduta può dipendere anche da stress, carenze o squilibri ormonali. In questi casi serve il dermatologo, e le cause principali, insieme ai segnali da non sottovalutare, sono descritte nell’articolo su olio di Batana e ricrescita dei capelli.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per vedere un risultato?

Dipende da cosa si osserva. Sulle lunghezze, morbidezza e meno crespo si notano già dopo poche applicazioni. Per un eventuale effetto sul cuoio capelluto i tempi sono molto più lunghi: nello studio sul rosmarino, a tre mesi nessuno dei due gruppi mostrava ancora cambiamenti rispetto all’inizio, e i primi sono comparsi solo al sesto mese.

Fonti

  • Panahi Y. et al., Skinmed, 2015, 13(1):15–21 (olio di rosmarino e minoxidil 2 %)
  • Oh J.Y. et al., Toxicological Research, 2014 (olio di menta piperita, studio sui topi)
  • Fong P. et al., Journal of Ethnopharmacology, 2015 (simulazione al computer, acido ricinoleico e prostaglandina D2)
  • Maduri V.R. et al., International Journal of Trichology, 2017 (capelli annodati dopo olio di cocco e di ricino)
  • Rele A.S., Mohile R.B., Journal of Cosmetic Science, 2003 (olio di cocco e perdita di proteine)
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